C’è è uno spiraglio per i giovani ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli, quelli che, alla fine di agosto, si erano visti negare il rinnovo del contratto e avevano rischiato di dover lasciare la ricerca pubblica campana. Oggi, dopo settimane di incertezza, arriva dalla Regione un segnale che apre uno spiraglio concreto.
La Giunta regionale della Campania ha infatti approvato una misura da 40 milioni di euro, finanziata con le risorse del PR Campania FESR 2021-2027, per garantire nel tempo il sostegno alla ricerca pubblica in ambiti come l’oncologia e le biotecnologie, anche in vista del termine degli investimenti del PNRR. L’intervento è rivolto a enti pubblici di ricerca, università e IRCCS pubblici, con contributi compresi tra 1 e 6 milioni di euro per ciascun progetto, e sarà destinato a immunoterapia avanzata, medicina di precisione, diagnosi precoce e salute digitale. L’ammissione a finanziamento è prevista nel primo quadrimestre del 2027, mentre le attività si svolgeranno tra il 2027 e il 2029.
La FP CGIL Campania e la CGIL Campania, che in questi mesi hanno sostenuto la vertenza dei precari del Pascale con una lunga mobilitazione fatta di sit-in e di un confronto costante con le istituzioni, accoglie con favore la decisione della Regione.
«Siamo molto soddisfatti dell’operazione messa in campo dalla Regione Campania — dichiara Antimo Morlando, segretario regionale della Sanità pubblica della FP CGIL Campania — perché investire nella ricerca pubblica significa investire sul futuro della nostra sanità. Per questo motivo va il nostro plauso e ringraziamento al presidente Roberto Fico. Ora ci auguriamo che il Pascale sappia cogliere questa occasione per dare stabilità ai giovani ricercatori, che in questi mesi hanno tenuto vivi i laboratori nonostante l’incertezza sul proprio futuro. Continueremo a essere al loro fianco, anche a Roma, presso il Ministero della Salute, affinché vengano previsti percorsi di stabilizzazione, anche attraverso il sostegno dell’ onorevole Marco Sarracino che da tempo perona questa causa: non possiamo permettere che professionalità così preziose siano costrette ad andare a lavorare altrove».







