Con le temperature che in questi giorni sfiorano i 40 gradi, centinaia di lavoratrici e lavoratori della Regione Campania sono costretti a trascorrere le proprie giornate in uffici privi di un adeguato raffrescamento. Non un semplice disagio stagionale, ma un vero e proprio rischio per la salute, denunciato a più riprese dalla FP CGIL Campania e ora confermato nero su bianco dagli stessi organi tecnici della Regione.Le criticità riguardano le Torri A6, C5 e C3 del Centro Direzionale di Napoli, oltre alla sede di via De Gasperi e ad altre strutture regionali. Nella Torre C3 lavora anche il personale di Acamir, mentre nella Torre C5 ha sede parte degli uffici di Aretur: anche questi lavoratori si trovano a fronteggiare, ogni giorno, condizioni microclimatiche non conformi. A confermare quanto denunciato dal sindacato è lo stesso verbale del sopralluogo ispettivo congiunto, condotto il 29 giugno scorso dall’Ufficio del Datore di Lavoro insieme al Servizio di Prevenzione e Protezione e ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. Il documento accerta, piano per piano e stanza per stanza, il malfunzionamento diffuso degli impianti di climatizzazione, con particolare gravità nella Torre C5, dove il guasto dell’impianto centralizzato riduce i fan coil a semplici ventilatori d’aria calda, e in numerosi ambienti della Torre A6, esposti a un vero e proprio effetto serra strutturale. Per la Torre C3, non ancora oggetto di verifica diretta, lo stesso Ufficio del Datore di Lavoro ha richiesto un’ispezione tecnica urgente, a fronte delle reiterate segnalazioni di RLS e personale.Nonostante l’accertamento formale delle criticità e le richieste di intervento già formulate, a oggi nessuna soluzione risolutiva è stata messa in campo.
La FP CGIL Campania torna dunque a chiedere l’adozione immediata di tutte le misure necessarie: il funzionamento continuativo, H24 e nel fine settimana, degli impianti di climatizzazione nelle sedi interessate; il ricorso al lavoro agile emergenziale, quale misura straordinaria a tutela della salute del personale e, laddove non sia possibile garantire condizioni di sicurezza e salubrità, la valutazione della temporanea interdizione degli ambienti coinvolti.A questo si aggiunge il perdurante malfunzionamento degli ascensori della Torre C3, disservizio che stride con le rassicurazioni fornite dall’Amministrazione all’avvio dei lavori di revamping, quando era stato garantito il regolare funzionamento degli altri impianti e un presidio costante della ditta manutentrice.«Non si può continuare a rispondere all’emergenza con rinvii e promesse» dichiara il segretario Luciano Nazzaro. «Le criticità sono state accertate dagli stessi uffici regionali: adesso servono interventi immediati e risolutivi, non ulteriori tempi morti a discapito della salute di chi lavora».La FP CGIL Campania proseguirà l’attività di vigilanza e di tutela, mettendo in campo tutte le iniziative sindacali necessarie fino al concreto superamento delle criticità e al pieno ripristino di condizioni di lavoro salubri e sicure.






