Una dura e netta presa di posizione contro la proclamazione dello “Stato di crisi” da parte di Aiop Campania. A firmarla sono Marco D’Acunto (Segretario Regionale FP CGIL) e Rachele Palma (Segretario Regionale UIL FP), che bocciano senza appello le tesi allarmistiche della sanità privata accreditata, definendole un tentativo di scaricare il rischio d’impresa sul settore pubblico, utilizzando impropriamente lavoratori e pazienti fragili.
I sindacati smontano la narrazione del collasso assistenziale attraverso l’analisi dei flussi economici. Sul fronte della mobilità passiva, i “viaggi della speranza” costano alla Campania oltre 320 milioni di euro all’anno, di cui 35 milioni legati a prestazioni di lungodegenza e riabilitazione. Risorse che, secondo FP CGIL e UIL FP, le cliniche private dovrebbero trattenere sul territorio investendo i propri margini, anziché pretendere continui aumenti dei rimborsi. I fondi pubblici, del resto, sono già disponibili: il CIPESS ha devoluto alla Campania 7,1 milioni di euro di fondi vincolati, di cui ben 5,5 milioni destinati proprio alle case di cura private accreditate.Cade anche l’accusa di “incertezza programmatoria”. La Conferenza Stato-Regioni ha infatti già approvato l’aggiornamento delle tariffe massime per la riabilitazione e la lungodegenza, introducendo un incremento medio nazionale del 14,7% che inietterà ben 350 milioni di euro a partire dal 2026. Di questo maxi-rifinanziamento pubblico, la fetta più consistente – circa 245 milioni di euro – andrà a beneficio proprio delle strutture private accreditate. Parlare oggi di minaccia per i posti letto e per 3.000 lavoratori appare, agli occhi dei sindacati, del tutto fuori contesto.Il vero nodo della vertenza resta quello contrattuale. Operando in regime di convenzione, le aziende della sanità privata godono di entrate sicure e bilanci ampiamente in attivo. Nonostante questo, le strutture mantengono i contratti dei dipendenti bloccati da 8 anni (che diventano 14 per le RSA). FP CGIL e UIL FP definiscono inaccettabile la strategia datoriale di pretendere che gli aumenti salariali dei professionisti siano interamente coperti dallo Stato o dalle Regioni, rifiutandosi di attingere ai propri cospicui profitti.
“Le cliniche private campane – dichiarano D’Acunto e Palma – non possono invocare la responsabilità solo quando c’è da esigere finanziamenti pubblici, per poi comportarsi da imprenditori puri quando c’è da garantire dignità ai lavoratori. Si punta a privatizzare i guadagni e socializzare le perdite. La Regione Campania deve difendere il servizio sanitario e non cedere a pressioni che calpestano i diritti”.
Per queste ragioni, FP CGIL e UIL FP chiedono alla Regione Campania l’apertura immediata di un tavolo istituzionale straordinario, finalizzato a fare chiarezza sulla situazione e a riprendere urgentemente il lavoro di manutenzione delle norme sull’accreditamento.






