La FP CGIL Napoli lancia nuovamente l’allarme sulla rimodulazione delle attività dei Centri di Salute Mentale dell’ASL Napoli 1 Centro, prevista a partire dal prossimo 1 giugno, denunciando il rischio concreto di un drastico ridimensionamento dell’assistenza territoriale per i pazienti psichiatrici e delle prestazioni garantite fino ad oggi.
Secondo quanto comunicato dall’ASL Napoli 1 Centro in una nota, la riorganizzazione nasce da indicazioni della Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione Campania e prevede una revisione dell’attività dei Centri di Salute Mentale, con la cessazione della continuità assistenziale H24 finora assicurata dalle articolazioni territoriali.
La FP CGIL Napoli ricorda di essersi già opposta nelle scorse settimane a questa scelta, giudicandola profondamente sbagliata e in aperta controtendenza rispetto agli annunci istituzionali sul rafforzamento della sanità territoriale. Per il sindacato appare infatti contraddittorio che, mentre il presidente della Regione Campania Roberto Fico rivendica investimenti per 98 milioni di euro destinati al potenziamento della sanità territoriale e della medicina di prossimità, dall’altra parte vengano favorite decisioni che depotenziano servizi essenziali come quelli della salute mentale territoriale.
Per la FP CGIL Napoli si tratta di “una scelta gravissima e incomprensibile” che rischia di cancellare oltre 20mila prestazioni annue erogate ai sofferenti psichici nella città di Napoli, colpendo una delle fasce più fragili della popolazione e mettendo in discussione un modello assistenziale considerato fino ad oggi virtuoso.
“Risulta inspiegabile – dichiara Antimo Morlando, segretario generale Sanità Pubblica FP CGIL Napoli – la scelta di depotenziare un servizio che ha garantito continuità assistenziale e presa in carico territoriale. È inconcepibile pensare di recuperare personale chiudendo servizi produttivi e fondamentali. Il personale si recupera assumendo nuovi operatori, non smantellando presidi di salute mentale”.
La nota aziendale evidenzia che, a decorrere dal 1 giugno 2026, le urgenze e le emergenze notturne e festive saranno garantite attraverso il servizio di emergenza territoriale 118. Una scelta che, secondo il sindacato, rischia però di produrre un modello sempre più ospedalocentrico, aggravando i costi sanitari e riducendo la qualità dell’assistenza territoriale.
“La salute mentale – prosegue Morlando – non può essere trattata con una logica puramente aziendalistica. Questa rimodulazione è in netta contraddizione con gli impegni annunciati dalla Regione sul rafforzamento della medicina territoriale e dei servizi di prossimità. Inoltre si sottovaluta il valore delle attività svolte dai Centri di Salute Mentale nelle ore notturne e festive, che non riguardano soltanto le emergenze ma anche percorsi di continuità terapeutica e supporto ai pazienti e alle famiglie”.
La FP CGIL Napoli denuncia inoltre le ricadute negative sui lavoratori, considerando che il provvedimento entrerà in vigore nel pieno del periodo estivo, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione del lavoro e sulla programmazione delle ferie del personale.
“Ci batteremo con ogni iniziativa utile – conclude Morlando – per difendere innanzitutto i pazienti e il diritto alla cura, ma anche la dignità e le condizioni di lavoro degli operatori sanitari. Non saremo mai disponibili ad accettare una visione della sanità che scarichi sui cittadini più fragili il peso delle carenze di organico e delle scelte organizzative”.







