Una situazione sempre più critica quella che riguarda i Centri per l’Impiego della Campania. La FP CGIL Napoli e Campania ha denunciato, nel corso di un tavolo di confronto con l’Assessora regionale al Lavoro Angelica Saggese e con il Direttore generale al Lavoro Paolo Gargiulo, le gravi problematiche organizzative che stanno mettendo in difficoltà lavoratori e cittadini.
Nei CPI si registra una forte disorganizzazione e una sostanziale assenza di programmazione delle numerose attività affidate al personale. Questa situazione produce carichi di lavoro sempre più insostenibili, con lavoratrici e lavoratori costretti a operare spesso senza linee guida chiare e senza procedure uniformi sul territorio, mentre aumentano i disagi per l’utenza.
Negli ultimi mesi si è assistito a un crescente accentramento e a una forte burocratizzazione delle procedure, che hanno rallentato in modo preoccupante i processi amministrativi e le risposte da fornire a una platea di utenti spesso caratterizzata da situazioni di forte fragilità sociale. Questo rallentamento sta già compromettendo il rapporto con il sistema produttivo: parte del lavoro costruito negli ultimi anni dai Centri per l’Impiego si sta progressivamente dissolvendo, con diverse imprese che si allontanano dopo aver inizialmente riposto fiducia nella qualità dei servizi, in particolare nelle attività di incrocio tra domanda e offerta di lavoro e nei percorsi di tirocinio.
Gravi criticità riguardano anche le strutture: alcune sedi risultano chiuse da oltre un anno, mentre in altre permangono condizioni problematiche sotto il profilo della sicurezza, dell’igiene e della salubrità degli ambienti di lavoro.
A tutto questo si aggiunge il mancato pieno rispetto degli impegni contrattuali. La FP CGIL richiama l’Amministrazione alla piena attuazione dell’accordo decentrato sottoscritto il 12 dicembre 2025, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento dell’indennità di rischio per gli sportelli speciali e l’assegnazione delle Elevate Qualificazioni, misure fondamentali per valorizzare il lavoro e le professionalità presenti nei servizi per l’impiego.
Nonostante le difficoltà organizzative e le carenze strutturali, il personale dei Centri per l’Impiego continua a garantire con grande senso di responsabilità la continuità dei servizi. Per questo la FP CGIL chiede alla Regione Campania interventi immediati e l’apertura di un confronto stabile per affrontare le criticità, ristabilire condizioni di lavoro sostenibili e restituire piena efficacia ai servizi pubblici per il lavoro.
“Dopo ripetute sollecitazioni – spiega il segretario regionale della FP CGIL Luciano Nazzaro – siamo finalmente riusciti ad ottenere un primo tavolo con l’Assessora Regionale al Lavoro Angelica Saggese e il Direttore Generale Paolo Gargiulo. Speravamo di avviare un confronto costruttivo e poter dare il nostro concreto contributo per migliorare le condizioni di lavoro nei CPI e i servizi offerti dalla Regione Campania alla cittadinanza. Abbiamo purtroppo dovuto constatare una indisponibilità al dialogo e alla risoluzione delle problematiche. L’assessorato ci ha esposto una situazione irreale secondo la quale le difficoltà o sarebbero state già risolte o sarebbero di competenza di altri uffici o amministrazioni. Questa posizione pilatesca non ci convince per nulla. Ci pare, peraltro, che questa nuova giunta regionale già faccia fare passi indietro sul benessere dei lavoratori. Netta, infatti, è stata la chiusura dell’assessorato rispetto alla non applicazione degli istituti contrattuali che la FP CGIL ha negoziato per compensare il disagio lavorativo patito dei centri per l’impiego così come non raccolta è stata la preoccupazione che abbiamo espresso rispetto all’esigenza di fare nuove assunzioni nei CPI salvaguardando i livelli salariali attuali di tutti i dipendenti della giunta. Abbiamo chiesto che il tavolo di confronto- conclude Nazzaro- restasse permanente non ricevendo alcuna rassicurazione al riguardo. Certamente la FP CGIL continuerà a denunciare inefficienze organizzative, gestionali che stanno determinando una condizione di poco rispetto nei riguardi della dignità dei lavoratori dei CPI”.






