Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata in Campania, insieme alle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, annunciano una mobilitazione di due giornate per protestare contro il mancato rinnovo dei loro contratti di lavoro. I presìdi si terranno il 4 Marzo sotto la sede dell’Aiop a Napoli ed il 10 Marzo sotto l’Ospedale Evangelico Villa Betania di Napoli. La mancata firma dei nuovi contratti rappresenta un grave danno per migliaia di operatori sanitari, che da anni si trovano in una situazione di incertezza e precarietà, nonostante il loro ruolo fondamentale nella tutela della salute pubblica. Questa condizione mette a rischio non solo I diritti dei lavoratori, ma anche la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Le organizzazioni sindacali e I lavoratori chiedono con forza: il rinnovo immediato dei contratti con condizioni dignitose eque per tutti gli operatori della sanità privata, una stretta sui controlli rispetto agli organici delle aziende private e la fine del dumping contrattuale. “La mobilitazione – dice Marco D’Acunto della Fp Cgil – vuole essere un segnale chiaro e deciso ai datori di lavoro ed alle istituzioni regionali e nazionali affinché si assumano le proprie responsabilità e garantiscano un lavoro dignitoso e rispettoso per chi ogni giorno si prende cura della salute di tutti”. Per Ciro Maraniello – della Cisl Fp – “Non è possibile che migliaia di addetti operino da anni con contratti scaduti, con ricadute su diritti, dignità professionale e riconoscimento economico. In alcune strutture si rilevano inoltre criticità su dotazioni organiche e carichi di lavoro in linea con la vertenza e le strategie nazionali di settore”.
“La sanità privata accreditata – chiude Vincenzo Torino della Uil Fpl – è una componente strutturale dell’offerta assistenziale e richiede adeguata valorizzazione contrattuale e professionale del personale. Non è più accettabile che a parità di funzioni e permangano condizioni differenti tra operatori dello stesso sistema”. Le Organizzazioni Sindacali invitano la cittadinanza, I media e tutte le realtà sociali sensibili a sostenere questa importante battaglia di giustizia sociale.







